
Eh, ci sono certe cose che ti fanno salire il sangue alla testa…
Avrei voluto iniziare con la cosa più vecchia che mi veniva in mente, ovvero la riduzione della pena ad un emigrato sardo in Germania perché le sue radici culturali ed etniche gli imprimevano l’insegnamento di legare una donna al letto per tre settimane e stuprarla allegramente con i suoi amici.
Avrei voluto…E lo farò perché ho cambiato idea.
Innanzi tutto basare i propri criteri di giudizio sulla nazionalità di una persona mi sembra davvero inutile: basandomi su vecchi pregiudizi, potrei dire allora che tutti i tedeschi sono antisemiti per natura e se uno di loro venisse qui in Italia a picchiare ed a massacrare gli Ebrei, noi popolo italiano dovremmo ridurgli la pena perché le sue radici storiche risalenti alla seconda guerra mondiale gli hanno inculcato il principio dell’odio nei confronti di qualunque ebreo?
Basandomi sempre sui pregiudizi, potrei tirar fuori un sacco di luoghi comuni: americani obesi, inglesi mammoni, francesi con la puzza sotto al naso ecc. (sperando di non offendere nessuno)
Non stava forse generalizzando quel bel giudice tedesco? Benissimo. Spero che si renda conto che buttare tutto quanto nello stesso identico calderone non è cosa buona e giusta: non si può mischiare la nazionalità e l’onestà o la disonestà di una persona, senza creare un pasticcio disgustosamente irritante e per niente giusto.
Ma la domanda che mi frulla un po’ per la testa è la seguente: cosa ha ottenuto con quella sentenza?
Una sorta di mini-vendetta nei confronti del popolo italiano?
Siamo sinceri: non tutti i tedeschi nutruno una simpatia a pelle nei nostri confronti, anzi il contrario. Abbiamo tradito due volte la Germania, se proprio vogliamo tornare indietro nel tempo fino al passato remoto.
Ma escluderei questa ipotesi: ha solamente fatto un favore all’ennesimo uomo accusato di stupro che se la caverà con pochi anni di carcere…
Ed a rimetterci sono sempre le donne: nutro un profondo dispiacere per la ragazza che, imho, si sarà sentita umiliata dalla sentenza del giudice che giustificava le violenze del suo ex, poggiando la propria convinzione sugli insegnamenti culturali.
Ma allora perché l’ha fatto? Non vi è apparente motivo logico, se non quello di attirare l’attenzione su di se e scatenare un dibattito con il nostro paese, soprattutto con la Sardegna che si è sentita giustamente offesa.
L’illuminazione tarda a giungere.
E nel frattempo il tempo è passato.
Confido in un chiarimento al più presto, accompagnato dalla giusta condanna che spetta ad ogni stupro (sorta di assassinio non ancora riconosciuto): l’ergastolo.
Salve a tutti ed alla seconda parte!













